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Tutto quello che non dovreste sapere
SOCIETA'
27 aprile 2010
E' li che bisogna essere. Per testimoniare
Maria Grazia Cutuli era una giornalista del Corriere della Sera, uccisa in Afghanistan il 19 novembre 2001. Quest'anno il Festival Internazionale del giornalismo ha dedicato il concorso "Una storia da raccontare" alla giornalista siciliana.

Questo è il video di Rosario Di Raimondo e Giulia Zaccariello, allievi della Scuola di giornalismo di Bologna, secondo classificato con menzione d'onore e pubblicato anche sul sito di Chiarelettere.

Un video che racconta in soli 6 minuti la storia di chi, come Maria Grazia, ha dedicato la sua vita al giornalismo.


questo è il link a youtube

E' li che bisogna essere. Per testimoniare
SOCIETA'
17 febbraio 2010
Presentatore inglese confessa in diretta: “ho ucciso un uomo”

"Forse è il momento di raccontare cosa ho fatto anni fa. Ho ucciso qualcuno". Inizia così la confessione shock di Ray Gosling, presentatore televisivo della Bbc, avvenuta durante una puntata di “Inside Out” mandata in onda ieri sera in Inghilterra, ma realizzata lo scorso dicembre. Gosling ha confessato in diretta di aver soffocato, con un cuscino, il proprio compagno, malato terminale di Aids. L’azione sarebbe nata da un accordo raggiunto in precedenza con lo stesso compagno.

Nel Regno Unito l’assistenza al suicidio è considerata un crimine, punibile con una pena massima di 14 anni di reclusione. Il settantenne showman è stato quindi arrestato, ma solo dopo la messa in onda della trasmissione, in quanto la Bbc non ha ritenuto opportuno portare subito a conoscenza dei fatti la polizia.
Secondo la 'Care not Killing', associazione che da anni lotta contro l’eutanasia, non si tratterebbe di un caso di suicidio assistito, bensì di uccisione intenzionale. “Non sappiamo nulla di questo patto, se non dalla parola di Ray. Per questo occorre un'indagine approfondita". Gosling, dal canto suo, ha ribadito: “non mi preoccupo. Ho fatto quel che ho fatto mosso dal cuore. Se c'é un Paradiso lui mi guarderà e sarà fiero di me”.
 
 
Lorenzo Chiavetta
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POLITICA
12 febbraio 2010
Rinvio a giudizio per Massimo Tartaglia

È stato rinviato a giudizio Massimo Tartaglia, l’uomo che aggredì Silvio Berlusconi lo scorso 13 dicembre in piazza Duomo a Milano. La richiesta di giudizio immediato, presentata dal pubblico ministero Armando Spataro, è stata accolta dal gip del tribunale del capoluogo lombardo Cristina di Censo.

Danila Insalaco, difensore legale di Massimo Tartaglia, è apparsa abbastanza tranquilla. “Prendiamo atto della decisione e, dopo aver studiato le carte dell'inchiesta, valuteremo cosa fare''. L’uomo, che va ricordato, soffre di disturbi mentali, è accusato di lesioni gravi verso un pubblico ufficiale.
La prima udienza è prevista per il prossimo 7 maggio. A presiedere il dibattimento, sarà un giudice monocratico della quarta sezione penale di Milano.
 
Lorenzo Chiavetta
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POLITICA
10 febbraio 2010
Si dimette Bertolaso

 

"Per non intralciare l'operato degli organi inquirenti, ho immediatamente messo a disposizione del presidente del Consiglio tutti i miei incarichi". Queste le parole del capo del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, a seguito dell’inchiesta svolta dalla magistratura di Firenze che lo vede indagato per corruzione sugli interventi eseguiti alla Maddalena in vista del G8 dello scorso anno. Le dimissioni sono state presentate al premier Silvio Berlusconi pochi minuti fa, il quale sembra però intenzionato a respingerle. Forte anche del parere del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. “Conoscete la stima - ha detto Letta ai giornalisti - che ho per Bertolaso e non posso che confermarla nella maniera più seria e più convinta”.
L’indagine ha portato anche agli arresti di Angelo Balducci, soggetto attuatore delle opere per il G8, l'imprenditore romano Diego Anemone, 38 anni, Fabio De Santis, provveditore alle opere pubbliche della Toscana, 61 anni, e Mauro Della Giovampaola, 44 anni. Tutti, sono stati condotti in carcere.
 
Lorenzo Chiavetta
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14 gennaio 2010
Studenti provvisori: inchiesta sul rapporto studenti-residenti a Urbino

Ecco a voi un'inchiesta realizzata da me (Lorenzo Chiavetta) e i miei compagni di corso di Editoria, informazione e sistemi documentari ed Editoria, media e giornalismo, con il preziosissimo aiuto-guida della professoressa Daniela Morandini.

 

 

 

Urbino e gli studenti? Ma dove sono gli altri? E come vivono insieme?

Da generazioni, la gente di qui se ne va. Gli universitari sono diventati una parte importante dell’economia del Montefeltro. Ma per loro è difficile incontrare  le persone del posto che sono rimaste. E non è neanche facile  per loro riuscire a parlarsi: ci sono tanti gruppi  che non sempre riescono a comunicare. Qui si vive bene ma alla domanda “sei cittadino o turista di passaggio?”, tutti rispondono di sentirsi provvisori. Non progetteranno la loro vita qui. “Per adesso sono un cittadino, ma so che devo andare via, quindi sono anche un turista”. Eppure l’influenza degli studenti sulla vita cittadina potrebbe arrivare anche all’ambito politico.

Uno studente in Consiglio comunale è infatti la proposta di Alberto Sofia, presidente dall’Associazione Universitaria Fuorikorso Urbino. Chiede che uno di loro entri in Comune. L’idea appoggiata, tra gli altri, dal nuovo rettore Stefano Pivato, non ha ancora avuto risposta dal sindaco Corbucci. Se l’ipotesi non passasse, si potrebbe pensare a incontri tra il Municipio e gli studenti. “Abbiamo organizzato varie conferenze, aperte a tutti” – ci spiega Sofia – “molto seguite sono state le ultime due iniziative – prosegue – Abbiamo parlato di libertà d’informazione e di omofobia. Un discorso che non deve finire qui”. Perché il rapporto tra studenti e residenti è un nodo centrale della vita di Urbino.

 Nella Città Ducale infatti, vivono circa 30000 persone. Quasi la metà sono studenti. La maggior parte vive nel centro storico e vicino all’ospedale.  Secondo l’Ufficio Tributi della Provincia, tra il 2005 e il 2007 i contratti d’affitto sono aumentati ma negli ultimi due anni invece sono rimasti più o meno stabili. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo.

I contratti d’affitto sono di due tipi: libero o concordato. Con il primo, per le famiglie, il proprietario può stabilire il costo dell’affitto. Con contratto concordato, rivolto agli studenti, il proprietario non può richiedere una cifra troppo alta. Ma cosa vuol dire cifra troppo alta per una stanza? E qui si fa presto a superare il confine della legalità. Oltre gli affitti regolari, ci sono quelli in nero. Come facciamo a scoprirli? Secondo la responsabile dell’Ufficio Tributi, spesso una casa affittata in nero viene dichiarata al Tribunale come seconda casa, quindi il consumo di acqua, luce, gas e telefono non risulta paradossale. Adriana Sorduro, studentessa fuori sede, ha abitato per un anno in un appartamento non in regola. Secondo la studentessa conviene: il prezzo è più basso e non bisogna anticipare la caparra. Ma questo è un contratto fuori legge. Cosa pensa la polizia municipale? “Chi affitta in nero va incontro a sanzioni, ma non rischia la galera”.-ci spiega l’Ufficiale di turno -“Tanto in Italia, chi finisce in prigione?. Gli evasori non vengono arrestati, figuriamoci chi affitta in nero!”. Ci chiediamo allora quale sia l’impegno degli uomini di questo ufficio. Il poliziotto afferma che la municipale non si occupa di questi problemi, perché già impegnata con il commercio e la viabilità.  Del mercato nero degli affitti, se ne devono occupare Finanza e Carabinieri.

Gli studenti universitari sono comunque il motore economico di Urbino. Dai locatori ai commercianti, tutta la città dipende sempre più da loro. Ma la convivenza non è così semplice. Siamo andati a chiederlo alla Polizia Municipale. Il comandante non c’è. Ci risponde un vigile urbano addetto al lavoro di scrivania. Ci elenca che le proteste dei cittadini contro gli studenti sono per gli schiamazzi notturni e i comportamenti “indecorosi” sui gradini della piazza. Non sa dire però quanti siano i reclami. L’amministrazione comunale ha comunque  imposto ai locali di chiudere al massimo alle 2:00 ed ha affisso targhette sulle colonne. Leggiamo:

E’ fatto divieto sedersi o bivaccare sui gradini, sulla balaustra e sulla pavimentazione del portico. Sanzione da euro 50.00 a 300.00. Art 8 Reg. P.U. Area video sorvegliata”. Un divieto questo che risale al 1963, come racconta il farmacista che lavora proprio sotto quel portico.

Ma sono davvero così teppisti gli studenti di Urbino? Torniamo alla Notte bianca del maggio 2009. Un ex poliziotto, Guido Silli, ferisce due musicisti di un gruppo locale “I Barbacans”, Lorenzo e Matteo. Secondo i giornali si trattava di una carabina, secondo i ragazzi l’arma era modificata. L’ex poliziotto, esasperato dalla musica, spara dalla finestra di casa verso le casse acustiche. Ferisce i ragazzi. La Polizia e i soccorsi intervengono subito. Lorenzo viene colpito alla gamba e al braccio, Matteo alla spalla.

Un anno dopo siamo andati a incontrarli. Matteo ci racconta di aver sentito come una siringa entrargli nella spalla. Di aver avuto paura. Alla vista dell’amico ferito tutti sono scesi dal palco. “Non era la prima volta che l’uomo provava a sparare – continua Matteo – aveva addirittura usato il fucile a piombini per spaventare i ragazzi che si incontravano nella piazza sotto casa sua.”

Abbiamo cercato anche chi quella notte ha sparato. Non l’abbiamo trovato. Ci ha ricevuti una persona a lui molto vicina che non vuol essere nominata. Ancora oggi, dice che l’uomo non voleva colpire i ragazzi, ma solo far loro paura. La signora ha inoltre detto che anche i vicini di casa, pur non condividendo il gesto, capivano l’esasperazione dell’ex poliziotto.

 Ma Urbino non è solo rumore, spari feste e musica. Sono migliaia gli studenti che tutti i giorni vanno avanti e indietro per seguire le lezioni e per fare gli esami. Chi sono? Ne abbiamo intervistati due tra i più significativi. Fabio e Giulia provengono dall’entroterra senigalliese. All’inizio avevano deciso di spostarsi in macchina, per non perdere amici e fidanzati. Ora non sceglierebbero più di fare i pendolari. Molti i motivi: tanti chilometri da percorrere – in media 500 la settimana – su strade spesso gelate; soldi che se ne vanno in parcheggi, benzina, multe. Fabio ci sottolinea come qui non riesca a trovare amici nuovi. A Giulia dispiace non solo di aver perso la vita universitaria, ma anche di non avere rapporti di collaborazione con i suoi colleghi. Ma così non è per tutti.

Per qualcuno, casa-università tutti i giorni è una soluzione comoda, veloce ed economica. Secondo diversi studenti, infatti, la Strada Statale 77/bis che collega la città ducale con la costa marchigiana, rappresenta la soluzione più rapida ed economica. “Io mi trovo bene come pendolare -sottolinea Marco, studente di Lettere e Filosofia-. In macchina mi rilasso e in 30 minuti sono in facoltà.” Il traffico è poco. “La recente apertura della nuova bretella agevola l’ingresso ad Urbino” . Poi ci  sono i vantaggi economici. “La benzina costa, ma rispetto agli affitti il risparmio è certo.”

Per chi sceglie i mezzi pubblici invece, la situazione cambia. Per il tragitto Pesaro-Urbino, una trentina di chilometri, la società Adriabus fornisce una corsa all’ora e diversi viaggi cosiddetti rapidi. Un’ora e un quarto le corse lente, tre quarti d’ora quelle veloci. 2,75€ per l’intero tragitto. Molti sembrano soddisfatti. Ma un terzo degli studenti protesta: poche corse, prezzi eccessivi, personale scortese e i ritardi che ormai sono un’abitudine.

In passato anche la ferrovia è stata una valida alternativa per arrivare fin qui. Era il 31 Gennaio del 1987 quando l’ultimo treno ha percorso la vallata del Metauro sul binario unico che collega la stazione di Fano a quella di Urbino. Da allora si susseguono ipotesi sulla possibilità di una riapertura della linea, di una sua trasformazione in pista ciclabile o del suo smantellamento. Ma quali sono i reali motivi per cui la ferrovia è stata chiusa? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Carboni, dell’associazione Ferrovia della Val Metauro. “La Fano-Urbino è stata chiusa perché aveva tanti passaggi a livello non automatizzati, e impianti vecchi. La tendenza di quegli anni era di chiudere e spingere verso la circolazione su gomme, la politica locale vedeva in quella linea solo un intralcio alla circolazione stradale.”  Così la stazione di Urbino è diventata un bar.

Per far circolare almeno le idee, da tre anni a Urbino c’è Radio Urca, la radio degli studenti dell’università che ha dato vita al progetto U-wic. La rete wireless che ha permesso la diffusione del collegamento ad internet in tutta la città. Gli studenti di Urbino hanno a disposizione un grande strumento per diffondere le proprie idee ma sembrano apprezzarlo poco. La radio trasmette  dal Collegio Tridente, vicino all’atrio dove c’è un grande via-vai di persone, ma pochi si avvicinano agli studi. Perché gli studenti non entrano? Non hanno tempo, non interessa o forse hanno paura di esporsi. I ragazzi vanno alle feste organizzate in città dalla radio, ma ci andrebbero anche se fossero promosse da qualsiasi altra associazione. Lo streaming, che permette di farsi ascoltare in tutto il mondo, non riesce ad attirare però gli studenti della porta accanto, che abitano a due passi dagli studi e frequentano il bar dei collegi che trasmette invece altra musica.

Portare il microfono in strada e la piazza in radio è l’unico modo per interessare gli studenti di Urbino”, ci dicono in redazione. Ma quale piazza e quali strade? Secondo l’ISTAT da quasi vent’anni la popolazione non cresce. Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Istruzione gli iscritti all’università “Carlo Bo” continuano a diminuire. In crisi l’agricoltura e l’artigianato, la città basa la sua economia sull’Università e sul turismo. Gli appartamenti del centro storico sono quasi tutti affittati a studenti, la gente di qui se n’è andata.

Questa è diventata una città di “passaggio”, gli universitari affollano Piazza della Repubblica fino alla laurea, poi vanno a cercare lavoro da un’altra parte. Anche i giovani di Urbino se ne vanno. Nonostante le antiche meraviglie, nonostante il Polo Accademico di qualità, nonostante la misura d’uomo, l’imperativo dello studente provvisorio è “scappare” .

___________________________________________________________________________________________

gruppo di lavoro: Sabrina Giovanelli; Monica Trabocchi; Davide Lupi; Francesca Di Felice; Andrea Marcellini; Mirko Chiappinelli; Rachele Bifolchi; Rosa Mancini; Tommaso Bertelli; Fabrizio Salvi; Loredana Garzarella; Michele Morelli; Roberta Fonti; Marco Gava; Riccardo Silvi; Lorenzo Chiavetta; Pietro Capuano; Claudio Trasatti; Silvia Martinelli; Claudia Dondi; Alessio Santarelli; Noemi Bicchiarelli; Alberto Sofia; Martina Zelco; Silvia Pompili; Orazio Martino; Dario Greco; Mirco Giorgi; Michele Ciliberti. Professoressa Daniela Morandini.

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POLITICA
7 gennaio 2010
Riforma del fisco entro il 2010

Anche il fisco nell’elenco delle riforme previste per l’anno 2010. E’ quanto emerge dalla telefonata avvenuta ieri tra il Primo Ministro e gli eurodeputati del Pdl, riuniti a casa di Vito Monsignore. Una riforma che si aggiunge a quelle già annunciate nei settori dell’istruzione, della giustizia e delle istituzioni. L’obiettivo è quello di riformare il sistema entro il 2010 o comunque prima del termine della legislatura. Berlusconi ha dichiarato di voler dialogare con l’opposizione, ma solo qualora Bersani non fosse ostaggio dei dipietristi e dell’area veltroniana. Il Premier ha quindi rivendicato come, nonostante la crisi, il governo non abbia aumentato l’imposizione fiscale. Il portavoce Bonaiuti ha però invitato alla calma : la riduzione delle tasse avverrà nei tempi imposti dalla congiuntura economica internazionale. Gelide le reazioni dell’opposizione, mentre un nuovo caso potrebbe scoppiare a causa della nomina a Sottosegretario di Daniele Santanché (Movimento per l’Italia), osteggiato dal Presidente della Camera Fini.

Lorenzo Chiavetta

Alberto Sofia

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POLITICA
5 gennaio 2010
26 anni fa moriva Giuseppe Fava

 

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4 gennaio 2010
Una scatola particolare

"Scatola della verità". E' la definizione che ha dato Marco (7anni), cugino della mia ragazza, della televisione. Inizio ad aver paura delle nuove generazioni che avanzano,

Lorenzo Chiavetta

(lorenzo8619@hotmail.it

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3 gennaio 2010
Saldi

Ieri, primo giorno di saldi a Roma, sono stato al centro commerciale "Porte di Roma" (Roma Nord). Non l'avessi mai fatto: centinaia di persone in cerca di roba a poco prezzo, file lunghissime, minuti interminabili per cercare un parcheggio.

Penso che ieri, più che mai, ho avuto la conferma di quanto grave sia stata questa maledetta crisi economica, ma anche del consumismo di cui siamo altamente stregati.

Lorenzo Chiavetta

(lorenzo8619@hotmail.it)

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POLITICA
30 dicembre 2009
Se i desideri rimangono gli stessi
Esattamente un anno fa, scrissi un post sul mio vecchio blog (Liberi e senza padroni) dal titolo "I miei desideri per il 2009".
Voglio riproporvelo qui di seguito. E' passato un anno, ma in realtà i desideri sono più o meno rimasti uguali ad allora.
 
Ho tanti desideri per l'anno che verrà.
Tanti e difficilmente realizzabili. Ma come diceva Tonino Guerra in un noto spot pubbicitaro "l'ottimismo è il profumo della vita", e allora ottimista voglio essere.
Ecco i miei desideri venturi.
 
Vorrei un Parlamento composto da gente onesta, da persone con la fedina penale pulita.
Vorrei un Presidente del Consiglio senza conflitti di interessi, reati a carico, immunità totale e tessera n°1816 della Loggia P2 in tasca.
Vorrei che le persone si indignassero vedendo i propri rappresentanti in Parlamento "sporchi" di reati e che non dicano sempre "tanto sono tutti uguali".
Vorrei che all'interno della sinistra non ci siano sempre litigi.
Vorrei che Veltroni facesse opposizione reale, prendendo esempio da Di Pietro ma vorrei anche che il figlio dell'ex-pm non usasesse il telefono per raccomandare certi amici suoi a Mautone.
Vorrei che il Lodo Alfano fosse abolito.
Vorrei un Presidente della Repubblica come Sandro Pertini, non uno che firmi tutte le leggi vergogna senza battere ciglio.
Vorrei che non esistessero partiti xenofobi come la Lega Nord, nè partiti assurdi come il Movimento per l'Autonomia.
Vorrei che si osannasse l'unione d'Italia e Garibaldi.
Vorrei un Parlamento con un ricambio generazionale.
Vorrei un Parlamento senza Cuffaro, Andreotti, Dell'Utri e tutti gli altri politici collusi con la mafia, ma anche un Parlamento senza tangentari.
Vorrei dei partiti con ideologie precise e non solo con idee che si riferiscono ai propri interessi.
Vorrei che l'aggettivo "giustizialista" fosse classificato come positivo e non come negativo.
Vorrei una migliore informazione sui media tradizionali, stampa e radiotelevisione ma vorrei anche dei giornalisti veri, che non sottostiino ai propri editori, comandati a loro volta da banche e pariti. Vorrei un'informazone vera.
Vorrei che la gente leggesse più libri e giornali e che si affidasse meno alla Tv.
Vorrei che Europa 7 trasmettesse liberamente su scala nazionale a scapito della rete abusiva Rete4.
Vorrei che questa dannata crisi ecomica passasse in fretta ma vorrei anche dei provvedimenti seri per far fronte ad essa e non solo una semplice social card da 40 euro mensili. Magari si potrebbero tagliare gli stipendi ai politici, con tutti i privilegi annessi.
Vorrei che il premier mettesse al primo posto, come priorità da attuare, il risolvimento della suddetta crisi e non la riforma della giustizia e le intercettazioni.
Vorrei un premier che si facesse processare.
Vorrei che le intercettazioni fossero utilizzabili anche in futuro per tutti i reati, e non solo per quelli da 15 anni in sù (praticamente nessuno) ma vorrei anche una maggiore discretezza, per quanto riguarda le testate giornalistiche, sulle pubblicazioni delle intercettazioni.
Vorrei una buona riforma della giustizia, con aumento del personale giudiziario, con maggiore informatizzazione del cartaceo, con velocizzazione della burocrazia e non una riforma che faccia sì che il Governo di turno decida le indagini da attuare, facendo sì che l'inizio delle inchieste venga deciso solo dalla polizia giudiziaria (dipendente appunto dall'esecutivo) e non dai pm.
Vorrei tanti magistrati come De Magistris e la Forleo o Falcone e Borsellino.
Vorrei anche che la Magistratura facesse meno errori ma anche che non venisse sempre etichettata in mal modo dai nostri colletti bianchi, che santi non sono.
Vorrei che dei politici persequitabili come la gente comune. Vorrei che non esistesse nessuna Giunta delle autorizzazioni a procedere nelle due diverse Camere.
Vorrei che Obama risolvesse non solo i problemi deli USA ma anche del mondo.
Vorrei che cessassero le guerre, in ogni parte del mondo, non solo in Mediorente ma anche in Africa.
Vorrei un carcere pieno di persone implicate in reati finanziari e non un carcere pieno solo di tossicodipendenti ed extracomunitari.
Vorrei che si trovasse una cura per il cancro, maledetta malattia che uccide sempre di più.
Vorrei che la Chiesa cambiasse registro. Anzi non vorrei proprio la Chiesa: cattolicesimo (anche se sono ateo) sì, Chiesa no.
Vorrei vivere in un'Italia laica e non cattolica.
Vorrei uno Stato dove si possa trovare lavoro per meriti e senza raccomandazione.
Vorrei che il Sud crescesse economicamente ma vorrei anche un Italia senza criminalità organizzata.
Vorrei un ambiente più sano e un clima migliore.
Vorrei che non ci fosse il surriscaldamento della Terra; quindi vorrei una maggiore attenzione umana a ciò che ci circonda.
Vorrei un cambiamento vero!

 

Lorenzo Chiavetta

(lorenzo8619@hotmail.it)

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Gerardo Adinolfi
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Collaboratori:

Antonio Marco Vitale
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